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PostHeaderIcon Alì T., i 120 anni dell’Istituto Maria Ausiliatrice

Alì Terme, l'Istituto Maria Ausiliatrice

di Roberto Roma

Sono passati 120 anni da quando, il 25 luglio 1890, Madre Morano, oggi Beata, si stabilì ad Alì per fondare l’Istituto Maria Ausiliatrice, definito “uno dei più bei collegi della Sicilia” essendo divenuto, nel tempo, da piccolo centro di accoglienza per il paese jonico, ad una struttura che si è sviluppata sino a ricevere centinaia di ragazze e giovani che, sotto la guida sapiente delle suore salesiane, si sono preparati per affrontare la vita sociale e professionale.

La cappella della Beata Maddalena Morano

Muore a Catania, in odore di santità, il 25 marzo 1908. Il giorno dopo, la salma viene trasportata ad Alì Terme, così come lei stessa desiderava. Oggi, Madre Morano riposa nella chiesa interna dell’Istituto da lei fondato e diretto per parecchi anni. Qui, nel 1994 è stata riposta in una teca trasparente nella cappella progettata dal sacerdote salesiano arch. Don Vincenzo Gorgone.

Il 5 novembre 1994, le comunità di Alì Terme ed Alì, ma anche di quelle di tutto il circondario jonico, hanno vissuto un momento di straordinaria importanza con la venuta del Papa in Sicilia. Il Santo Padre, Giovanni Paolo II, infatti, ha beatificato Madre Maddalena Morano, figlia di Maria Ausiliatrice, che per Alì di fine Ottocento fu un vero faro di religiosità e di promozione umana. Gli aliesi, tra l’altro, fino al 1946 furono raggruppati in un’unica comunità parrocchiale e fino al 1943 in un solo Comune.

Madre Morano: un simbolo della fede

La salma di Madre Morano

Maddalena Morano nacque il 15 novembre 1847 a Chieri in provincia di Torino, da una modesta famiglia. Nel 1878, dopo un incontro con Don Bosco, entrò nella giovane congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, dove la maestra delle novizie, suor Petronilla Mazzarello, disse successivamente: “Non ebbe bisogno di sforzi per adattarsi alla nostra vita, vi pareva già abituata. La sua formazione era completa, seria, pia, umile, con spirito veramente salesiano”.

Il 10 settembre 1881, la religiosa arrivò in Sicilia, a Trecastagni; qui per richiesta dell’Arcivescovo di Catania, cardinale Dusmet, le suore di Don Bosco aprirono una casa. A Trecastagni, passò quattro anni di instancabile ed indefesso lavoro.

Un altro Arcivescovo chiese l’aiuto delle suore salesiane: l’Arcivescovo di Messina, cardinale Giuseppe Guarino. L’appello venne raccolto e fu inviata proprio suor Morano, la quale – grazie all’eredità della famiglia Marino – poté iniziare la costruzione della casa per novizie nella Marina di Alì.

La chiesa interna dell'Istituto

Il 25 luglio 1890, 120 anni fa, la suora si stabilì ad Alì. Qui iniziò la missione di Madre Morano: camminò lungo la spiaggia, bussò alle case dei pescatori, invitò le mamme a mandare le figlie “a giocare e a pregare”. La sua presenza viene considerata provvidenziale. Il 10 agosto, con 70 ragazze del paese, aprì l’oratorio. Tante non avevano ancora fatto la prima comunione, perciò stabilì subito una lezione giornaliera di catechismo, a cui vennero ammessi pure i ragazzi. L’aula catechistica fu tra le più belle: per pavimento la sabbia, per sfondo il mare, per soffitto il cielo. La prima comunione fu uno spettacolo insolito e bello, a cui partecipò tutta la gente del paese. A questo primo impegno si affiancarono, ben presto, altre attività, tra le quali un laboratorio gratuito per il cucito ed il ricamo. Per un paese povero di fine Ottocento, qual era Alì, fu una vera benedizione. Le allieve, senza spendere un soldo, avrebbero potuto imparare il taglio, il cucito, il ricamo e tanti altri lavori: si realizzò, così, un sogno meraviglioso.

Tra il 1891 ed il 1898 l’infaticabile suora fu chiamata a dare il suo insostituibile apporto di sapienza e di laboriosità in diversi centri dell’Isola: Marsala, Vizzini, Catania. Ed è qui che si stabilì definitivamente il 21 ottobre 1898. Ad Alì, per la sua partenza, ci fu grande tristezza.

Dopo 27 anni di lavoro in terra siciliana, la Madre Generale invitò suor Maddalena a tornare definitivamente in Piemonte. Madre Morano, come sempre, si dichiarò pronta, attuando il voto di obbedienza.

Quando tutto era ormai pronto per la partenza, la morte bussò alla sua porta: un attacco di peritonite acuta! Il dolore fu terribile, dopo aver ricevuto il Santo Viatico, il Signore venne a prenderla la mattina del 26 marzo 1908. Il suo corpo fu trasportato ed inumato nel cimitero di Alì, in quella cittadina ed in mezzo a quella gente che tanto aveva amato. Rimase nel piccolo cimitero fino al 1939, quando la sua salma fu trasferita nella chiesa interna dell’Istituto da lei fondato.

Ottantasei anni dopo la sua morte, Papa Giovanni Paolo II, il 5 novembre 1994 da Catania ha annunziato al mondo che Madre Morano, umile figlia di Don Bosco, è degna di ricevere la venerazione dei fedeli col titolo di Beata, stabilendone la festa al 15 novembre di ogni anno.

Ed, a dispetto dei tanti anni trascorsi dalla morte della Beata, nell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice risuonano ancora le voci, le risate di quella giovinezza che Madre Maddalena Morano tanto amò e per cui spese la propria vita.

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