Palazzo Maggiore
A cura di Roberto Roma
Il palazzo Maggiore, appartenuto all’omonima famiglia oggi conosciuta per aver dato vita ad una importante società di autonoleggio, si trova ad Alì, un piccolo centro collinare tra Messina e Taormina, ai piedi del monte Scuderi.
L’edificio lo si può fare risalire tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII secolo su progettazione, probabilmente, di un allievo dell’architetto carrarese Andrea Calamech, che ha introdotto in Sicilia i modelli architettonici toscani.
Sulla facciata, risaltano: il bellissimo portale bugnato con il mascherone apotropaico (scaccia malocchio), sormontato dallo stemma nobiliare della famiglia ed i gocciolatoi a figure mostruose.
In asse col portale vi è il balcone, con ringhiera panciuta in ferro battuto, sorretto da tre mensoloni in pietra. Entrando, in fondo all’androne – tipico degli edifici nobiliari – è possibile vedere una fontana con due lavatoi, che ricorda soluzioni architettoniche normanne, a destra, invece, le scale, con gradini in pietra, portano a quello che era il piano abitato.
Attraversando le caratteristiche vie e viuzze dell’abitato aliese sono tanti i motivi architettonici che richiamano l’interesse del visitatore: portali, mensoloni di sostegno ai balconi ed alcuni particolari di abitazioni. Tra gli altri anche palazzo Fama, abitazione di don Pietro Fama, vicario del Viceré di Sicilia, riveste una notevole importanza artistica.
Il Palazzo Fama si trova nella via omonima. Anch’esso di gusto manierista, risulta essere coevo del palazzo della famiglia Maggiore. Le caratteristiche dei due edifici sono analoghe, anche se i particolari stilistici del palazzo Fama sono più lineari.
Nel cortile interno, a cielo aperto, a cui si accede dall’atrio d’ingresso, si trova un’artistica fontana settecentesca a pilastro con nicchia, affiancata da due lavatoi.
Era l’abitazione di don Pietro Fama, vicario del Viceré di Sicilia, il cui monumentale sepolcro marmoreo si trova all’interno della chiesa del SS. Rosario, nel rione Ariella (vedi).
Di importanza architettonica minore è il palazzo Brunaccini, anch’esso nell’omonima via, di recente restaurato e destinato dal Comune a scopi sociali.


