ISTITUTO COMPRENSIVO DI ALI’ TERME

SCUOLE DI ALI’

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Dirigente Mosca: “Salviamo la scuola di Alì”

Giovedi 3 giugno 2010: Molto gradita e partecipata la recita di fine anno dei bambini della scuola primaria di Alì. Il pubblico ha sicuramente apprezzato lo sforzo di allievi ed insegnanti, che con abilità e maestria sono riusciti a portare in scena un’opera tanto bella, quanto complessa da rappresentare. Eppure i piccoli attori con disinvoltura, incuranti dei tanti occhi che avevano puntati addosso, non si sono lasciati intimidire ed hanno strappato tanti applausi.

Alla manifestazione, oltre al sindaco Carmelo Satta, era presente il dirigente scolastico Giovanna Mosca, che ha avuto parole di apprezzamento per il funzionamento della struttura scolastica di Alì e per la competenza con cui opera il corpo docente. “La scuola – ha detto – anche se piccola, è una realtà sociale e culturale molto importante per il paese”. Il dirigente Mosca, dunque, ha invitato tutti i genitori a valutare con maggiore consapevolezza il ruolo propulsore della scuola nella società e ad impegnarsi affinché possa sempre progredire, perché la sua eventuale chiusura significherebbe una grave perdita per tutta la comunità. Il riferimento è alla diminuzione dei bambini ma anche alla possibilità di defezioni. Anche il sindaco Satta, dal canto suo, ha assicurato l’impegno dell’amministrazione per garantire il buon funzionamento della struttura scolastica. (rr)

 

Alì, la scuola porta in scena Dante

Siamo giunti alla fine dell’anno scolastico e, così come si è soliti fare, gli alunni si congedano dalla scuola con una recita. Sarà il momento dei bilanci, dei saluti, dei ringraziamenti, ma soprattutto il momento in cui i ragazzi sintetizzeranno gli insegnamenti di un anno di attività didattiche e formative.

Giovedi 3 giugno 2010 alle ore 18,00, nel cortile del plesso di contrada S. Caterina, dove è stato allestito il palco, i bambini della scuola primaria di Alì porteranno in scena “La Divina Avventura: storie dell’altro mondo”, sulla scia di quel filone letterario intrapreso già da due anni con “I Promessi Sposi” e l’”Odissea”. Si tratta di rappresentazioni di opere importanti che consentono ai ragazzi di conoscere, apprezzare ed imparare, oltre la trama, i personaggi e l’ambientazione, anche insegnamenti morali, perché, come dicono gli stessi alunni nell’invito: “lasci in noi il gusto e la passione per le grandi opere della letteratura, aumentando il nostro piacere di leggere e la nostra sete di conoscenza”.

La recita di giovedi, che è un bell’esempio di come avvicinare i ragazzi alle opere letterarie, intercalerà pezzi della Divina Commedia di Dante con pezzi filastroccati, che sintetizzano le scene, e alcuni dialoghi. Parteciperanno le insegnanti (Agata Raneri Roma, Agata Raneri D’Alì, Mimma Cordaro, Giovanna Culicerta, Maria Rosa Bonarrigo e Anna Dilati), il dirigente scolastico Giovanna Mosca, le autorità locali, genitori, familiari e conoscenti, ma soprattutto loro, i bambini di Alì, speranza del nostro futuro.

E poi, dal 13 giugno, inizia il periodo di meritato riposo!

Roberto Roma

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Alì, Martedì, 4 Maggio 2010

Testo connotativo misto

VIAGGIO D’ISTRUZIONE A RAGUSA

        Ragusa è una delle città più belle della Sicilia sud-orientale, ricca di storia e d’arte.

         Come lo so? Semplice! Eccomi qui, in questa splendida metropoli in gita scolastica: è il 4 Maggio.

         Sin dalle 7.00 di mattina, la piazza Duomo di Alì brulica di bambini e genitori, eccitati e frenetici gli uni, ansiosi gli altri.

         La giornata appare già bella con il sole splendente in cielo, ma velato appena da una leggera e umida foschia.

         Gli autisti dei due pulmini ci accompagnano ad Alì Terme, dove ci aspettano i grandi pulman: il nostro e quello dei bambini di Fiumedinisi. Anche noi sul nostro autobus ospitiamo la classe II di Fiumedinisi con le maestre Antonella e Michela e la nostra dirigente, la dottoressa Giovanna Mosca, che dopo i saluti, si mette a parlare e a scherzare con noi.

         Il viaggio è lungo, ma noi sappiamo bene come passare il tempo, ascoltando la musica dei lettori mp3 e mp4.

         In prossimità di Ragusa posso ammirare prati fioriti e pascoli recintati dai muretti a secco, dove mangiano la tenera erbetta grasse mucche e saltellanti vitelli.

         Strada facendo, osservo rigogliosi vigneti, tante serre e le pale eoliche, che producono energia pulita.

         Dopo il pranzo al ristorante “U saracinu” andiamo a visitare il castello di Donnafugata, con una simpatica guida, Simona Todaro: giovane, magra, sempre sorridente e disponibile a qualunque chiarimento.

         Il castello, o meglio la gigantesca villa di campagna del barone Corrado Arezzo, deve il suo nome ad una sorgente d’acqua, in arabo “Ayn as yafat”, diventata in dialetto siciliano “Ronnafuata” e poi “Donnafugata”.

         Qualcuno fa risalire il nome alla vecchia leggenda della regina Bianca di Navarra, tenuta prigioniera nel castello dal conte Bernardo Cabrera. Ciò, però, è impossibile, perché la regina Bianca visse cinquecento anni prima della costruzione del castello.

         Io resto affascinato dalla sala del biliardo, con il grande tavolo verde al centro e le sedie rialzate per gli spettatori, dalla stanza del vescovo tutta rossa, dalla pinacoteca, con i suoi splendida dipinti, dalla sala degli stemmi delle famiglie nobili siciliane, tra cui quello dei Mosca, antenati della nostra preside.

          Il parco di otto ettari conta 1500 specie vegetali, personalmente scelti dal barone Arezzo, appassionato botanico. E’ enorme l’albero di carrubo, con radici grandi da far paura.

         L’attrazione più bella, però, è il labirinto. Noi bambini entriamo tutti eccitati con la maestra Agata, mia mamma, muovendoci al passo della pantera rosa. Che risate e quanti tentativi falliti, prima di raggiungere l’uscita! E’ bellissimo: sembra di vivere l’avventura del Minotauro.

         Visitiamo poi Ibla, con i suoi magnifici monumenti, realizzati in pietra calcarea, dal colore bianco, ed in pietra pece, nera.

         Simona ci porta subito al portale di San Giorgio, che è l’unica cosa rimasta dell’ex chiesa di san Giorgio. Nella lunetta centrale si ammira San Giorgio, che uccide il drago e nei due rombi laterali le aquile aragonesi.

         Un po’ più su, alzando lo sguardo, osservo il campanile della chiesa di San Domenico, realizzato con maioliche colorate. Mi incuriosiscono le erbacce, che crescono lassù e Simona mi spiega che per l’incuria dei Ragusani, quelle erbe, prima o poi, faranno saltare con le loro radici le piastrelle e danneggeranno il campanile. Perché non pensarci per tempo e cercare di estirpare le erbacce? Ci vuole tanto?

         Nella parte bassa di piazza Duomo ammiriamo il Circolo di Conversazione, dove i nobili si riunivano a discutere, a leggere ed a fumare.

         A piazza Pola sorge la chiesa di San Giuseppe, con la sua facciata barocca, progettata da Rosario Gagliardi.

         All’interno ammiro i caratteristici altari rivestiti di vetri dipinti “al recto”, di grande effetto cromatico. Mi colpiscono molto le finestre con le grate, da dove le monache di clausura possono assistere alle funzioni religiose, conservando la loro privacy.

         L’edificio, però, che mi piace più di tutti è il Duomo, edificato sulla chiesa di San Nicola, dopo il terremoto del 1693. La chiesa è divergente rispetto alla piazza e ciò le dà un effetto meraviglioso, reso ancora più bello dalla scalinata chiusa da una bellissima cancellata in ferro battuto.

         La facciata barocca è suddivisa in tre ordini e all’interno presenta tre navate.

         Il patrono viene festeggiato l’ultima domenica di maggio. In questa occasione il Duomo è addobbato con stendardi, fiori, luci e pannelli damascati. La statua di San Giorgio è bellissima: rappresenta il Santo a cavallo nell’atto di uccidere il drago con la sua spada.

         Nella chiesa, nella navata di sinistra, osservo attentamente la grande urna reliquiario, detta “Santa Cassa”.

         E’ magnifico il grandissimo organo, forse il più grande delle chiese di Sicilia.

         Vorrei visitare anche Ragusa Superiore, cioè la città moderna, dove ci sono bei monumenti, come la chiesa di San Giovanni, e il palazzo Bertini, che abbiamo studiato a scuola. Non è possibile, però! E’ tardi! Dobbiamo rientrare a casa, perciò, dopo aver comprato dei regalini per i familiari, raggiungiamo gli autobus e partiamo.

         Sul pulman i bambini più piccoli si addormentano. Io sono stanco, ma felicissimo di questo bellissimo viaggio, che mi ha insegnato tante cose.

Vorrei ripartire di nuovo!

Filippo Roma

Classe III – Scuola Primaria di Alì